foto di Giugi
In questo periodo sto forse facendo passi in avanti per quanto riguarda i miei dilemmi filosofici riguardo alla teoria dell'arte. Già da molti anni, almeno 15, sono convinto che l'autonomia dell'estetico sia qualcosa di estremamente dannoso per la bellezza. Ma il "cubo di rubik" non l'ho ancora risolto. Due letture recenti hanno rimesso in moto le mie sempre meno elastiche cellule cerebrali. Una, è il primo lavoro di Umberto Eco (Il problema estetico in Tommaso d'Aquino). La seconda (molto differente e direi anche inferiore quanto a spessore, in tutti i sensi), è il saggio di Luigi Zoja, Giustizia e Bellezza, edito da Bollati Boringhieri nel 2007).Notizia rilanciata dal Corriere on line. La rivista "Max" non fa soltanto una rivista per i partners di Barbie, ma si impegna nel sociale :
Muniti di un "guerrilla furgone" e di un videoproiettore da 20mila ANSI lumen abbiamo bombardato di messaggi "anti-eroi" le zone calde della movida milanese: “Tra i 15 e i 24 anni. ECCO L'ETÀ DEI NUOVI EROINOMANI” “ENTRO DUE ANNI GLI EROINOMANI aumenteranno del 40%” “Si fuma si sniffa è bianca ARRIVA LA NUOVA EROINA: occhio a cosa metti sotto il naso”.
Ecco gli slogan con cui abbiamo bersagliato la città. Una campagna voluta da mensile Max e realizzata in collaborazione con l'agenzia Piano B, che ha collaborato al concept e curato le videoproiezioni. Un viaggio nella notte che ha preso il via dai Navigli per arrivare all'Arco della Pace passando da Porta Ticinese, Corso Garibaldi e che ha fatto sosta anche davanti ad alcuni dei locali più cool della città come i Magazzini Generali, il Plastic e lo Shocking Club.
Bravi. C'è n'era anche un altro ("a Kabul un grammo costa un euro, a Milano 60. Ottimo acquisto"). Sembra una istigazione al commercio in proprio.
A onor del vero, a leggere gli slogan ho seri dubbi riguardo al fatto che la "guerrilla urbana" (si, la chiamano così, è incredibile) sia stata commissionata dal giornaletto o, segretamente, da qualche narcomafia per informare il "target" in vista del lancio del nuovo prodotto. Infatti, il messaggio che, infine rimane è: "c'è un nuovo tipo d'eroina che sta spopolando, dato che il suo consumo non implica il buco e l'individuazione-ghetto sociale dello scimmiato" (*) (provala anche tu).
Leggiamo dal sito della agenzia "Piano B", il suo manifesto:
"PIANO B. Comunicazione dal vivo, strategia diretta, senza mediazioni. E' faccia a faccia, è corpo a corpo, è empatia. E' emozione, sperimentazione, partecipazione e condivisione. L'EVENTO PIANO B. Ideato, costruito, gestito, veicolato, per parlare con il pubblico di un brand. Per fare comunità, per lanciare messaggi che non devono essere cestinati dalla mente."
I vostri messaggi, i vostri eventi, non dovrebbero essere cestinati dalla nostra mente. Molto, molto prima.
(*) In realtà, è noto il fatto che già quando eravamo adolescenti, l'eroina si poteva sniffare o fumare (fase tuttavia transitoria, dato che iniettata è assai più efficace); quindi è chiaro che evidenziare questo aspetto indica da un lato un mutamento del consumatore medio, dall'altro un mutamento di strategia di vendita del prodotto e della sua presentazione ("puoi "farti" anche senza divenire un tossico manifesto, un emarginato socialmente, ecc.")

Forse si può assimilare la scrittura al sangue. Nel caso di molta scrittura si può dire che si scrive col sangue. Spesso nei blog accade così. Una donazione di sangue nella rete.
Quando ho cominciato a scrivere in un blog, il mio sangue di scrittura era copioso e denso. Forse avevo bisogno di un salasso, diciamo. Sentivo soprattutto la necessità di affermare cose che pensavo e di cui raramente trovavo riscontro in giro, nei giornali o nei media., e che difficilmente esprimi compiutamente nelle chiacchiere di ogni giorno. Ma a volte era una comunicazione davvero gratuita (in tutti i sensi) : avevo bisogno forse semplicemente di buttare sangue, come se traboccasse, come se la pressione fosse troppo alta.
Girando un po' in rete, fra i bloggers, scopri poi che in realtà non eri proprio solo. Strane affinità, a volte intense, con persone diverse; a volte brevi, a volte durature. Affinità anche nella diversità. E poi scopri che quelle cose che pensavi, di cui non trovavi riscontro nei media, in altri modi, ma simili, le pensavano anche altri. E magari anche meglio.
Ecco, ora sento, dopo qualche anno che ho l'abitudine a scrivere in un blog, che il sangue della mia scrittura non è più denso, ed anche meno copioso. Mi sento anemico.
E tutto quel sangue, coagulato nelle pagine, non ha più la lucentezza e il colore grintoso di quando è sgorgato. A rileggerlo, è come diventato bruno, e secco.
E' come se il silenzio, la vita operosa in silenzio, sia ciò che consente al sangue di tornare denso e forte.
Amore, amore, e amore.
Dal vivo è più turchese.Inauguro una nuova rubrica: "falsi problemi". Nella "civiltà" della informazione, è fondamentale individuare i falsi problemi. Diciamo pure che il 99% dei "problemi" indicati nei principali mezzi di comunicazione di massa, non sono problemi ... pertanto, occuparsi dei mass media (pronuncia: mass MEDIA ... è latino cazzo! non "midia") vuol dire essenzialmente individuare i falsi problemi, e liberarsene per sempre dalla mente. (* nota in fondo)
Leggo dal Corriere della ser(v)a (che nella edizione on line è qualcosa di veramente orripilante) che la Mara Carfagna lancia l'appello "vietare il burqa nelle scuole" (sopratitolo: "la tolleranza non può diventare una minaccia alla nostra civiltà".).qui
Si, giusto. Uhm ... quanti burqa ho visto in vita mia, in Italia? ... uhm.... nemmeno uno (a parte gli innumerevoli che ho visto in televisione) ... dice, ma dove vivi? Beh, a Torino: che, se permettete, nella zona di Porta Palazzo e di San Salvario verso la stazione è forse la città africana più numerosa in Italia.
A scuola poi, proprio zero.
Dice eh, ma che ne sai? Porca boia, ho 4 (diconsi quattro) figli. La Carfagna quanti ne ha?
Avrò anche un osservatorio limitato. Ma è un osservatorio REALE e non catodico catatonico.
Da quando la mia figlia maggiore frequentava le elementari ad oggi, che la frequenta Margherita, i bambini figli di immigrati stranieri sono aumentati molto (diciamo ad occhio, da circa il 20% al 50% del totale). Mai visto nessun burqa. Nemmeno a carnevale.
Insomma, è un falso problema. Il vero problema - forse, ma magari nemmeno quello lo è - è che la Carfagna, invece di occuparsi di falsi problemi si occupi di problemi veri (ammesso che lo si possa fare in un ministero così balzano, il ministero delle "pari opportunità"), e magari di scodellare qualche figlio, lei che è tanto bellina (e sarebbe un peccato che i suoi cromosomi andassero perduti, per il mantenimento della pura razza italica e per difendere la nostra civiltà). Così, magari, recandosi con il figlioletto a scuola, va a vedere quanti burqa si vedono nelle nostre scuole piene di bambini e ragazzi di genitori di immigrati.
Nessuno.
(*) nota.
Forse il 99% di falsi problemi è un po' tanto. Il punto è che alcuni problemi vengono presentati invece come notizie quasi di routine. Ecco, ad esempio un Presidente del Consiglio che dichiara che noi non ci dobbiamo preoccupare perchè alla democrazia ghe pensa lui, chiaramente è un problema grave, che egli scherzasse o no.
Ed è forse soprattutto questo delirio, per cui oggi in Italia le cose più assurde sono vere, mentre le cose ragionevoli sono bandite e ai margini, e tutto genera un'irrealtà fatta di dichiarazioni di megalomani che starnazzano boiate e si rispondono a vicenda, a costituire un "problema".